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Oia - poesia di Elisabetta Mattioli

 

Oia

di Elisabetta Mattioli

 

Lo spicchio
del mare
e una barca
in lontananza
sono
quasi sospesa
fra l’azzurro
del cielo
il rosso
di un tramonto
senza tempo
fra il bianco
delle case
e i vicoli
simili
a un labirinto
capace
come l’edera
di insinuarsi
in un luogo
simbolo
del passato
mai dimenticato
e spettatore
silenzioso
anno dopo anno
di genti, popoli
e conquistatori
non capaci
di imprigionarti
ma solo
in grado
di rimanere
immobili
davanti a te
come
capitò a me…

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La matita - di Elisabetta Mattioli

 

La Matita

di Elisabetta Mattioli

 

Cosa serve una matita???
serve per scrivere su un foglio di carta
serve per scrivere gli appunti della giornata
serve per scrivere la lista della spesa
serve per scrivere i progetti di una vacanza
o semplicemente serve per scrivere quello che faremo
domani
un domani in realtà così vicino
ma talmente lontano
perché non sapremo mai cosa accadrà il giorno dopo
forse alla fine la matita
serve
per disegnare sopra a un foglio di carta
la strada che un giorno seguiremo
serve per disegnare sopra a quel pezzo di carta
un destino a noi ancora sconosciuto
ma ben delineato
dalla matita
posseduta
dalla nostra stessa mente
pur sapendo di non essere noi
a disegnare il destino
ma sempre capaci di modificarlo
cosa serve una matita???
a cambiare il fato disegnato il giorno dopo…

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Nodo… ( non marinaro ) - di Elisabetta Mattioli

 

Nodo… ( non marinaro )

di Elisabetta Mattioli

 

Ora vorrei
strappare
gli attimi
al vento
e correre
da te
Ora vorrei
spogliarmi
dei ricordi
antichi
e rivestirmi
con nuove emozioni
Ora vorrei
cancellare
il suo volto
e prendere
la tua immagine
fra le mani
Adesso voglio
fondere
i nostri nomi
creando un legame
fra
parole, sangue, carne

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L'Alba - poesia di Elisabetta Mattioli

 

L'alba

di Elisabetta Mattioli

 

Sono sdraiata
fra le lenzuola
e
guardo la finestra
sfiorata
dalla tiepida luce
rendendomi conto
che ormai
è mattino
ed allora indosso
la tua camicia
così grande per me
ma
allo stesso tempo
talmente piccola
per racchiudere
la nostra passione
e sottile
da far intravedere
il mio corpo
fra le sue pieghe azzurre
vorrei alzarmi
ma
sento la tua presa
delicata e forte
che mi trattiene
sfilandomi
la camicia
e gettandola
nel freddo pavimento
ed ancora una volta
ci troviamo avvinghiati
nel nostro labirinto
di carni
e senza parlare
protendi
le tue labbra
alle mie
fino a togliere
il respiro
e con forza percepisco
lo stesso desiderio
della notte
unita alla voglia
di accarezzare
ogni parte del mio corpo
percorrendolo
passo dopo passo
iniziando
dalle mie labbra
per poi proseguire
lungo
la curva dei capezzoli
e giungere
fino al termine
del nostro piacere
iniziato
alle prime luci dell’alba…

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