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Home I Libri per Te Gli sdraiati di Michele Serra - Recensione di Paolo Pappatà

 

"Gli sdraiati" di Michele Serra

 

I figli crescono, i padri invecchiano. Da una lontana e quasi totale simbiosi, nei casi felici, si arriva ad un distacco, che talvolta rimane tale, altre volte diventa un abisso.

 

Se per Nanni Balestrini "Gli invisibili" erano i protagonisti degli anni Settanta, se per Sandro Veronesi "Gli sfiorati" erano i pubescenti degli anni Ottanta, se a suo tempo Moravia parlò della sua generazione adottando l'etichetta di indifferenti, nel 2013 arriva Michele Serra e afferma che la generazione adolescenziale a noi coeva è etichettabile come "Gli sdraiati". Ipse dixit ovviamente.

Non vi aspettate un romanzo, perchè non lo è o lo è talmente poco che sarebbe da bocciare senza appello. Nemmeno un pamphlet ragionato o un breve saggio. Chiamamolo una sorta di tweet allungato, che giorni fa pomposamente il quotidiano La Repubblica affermava a tutta pagina come il romanzo più venduto del 2014. A parte il cattivo gusto di incensare un proprio giornalista, andiamo bene, ma proprio bene, in termini di lettura. "Gli sdraiati" è dunque un racconto esile, malamente stiracchiato e artificialmente rimaneggiato, dove insomma ci sono spunti brillanti, qualche trovata e poco più.

Risulta troppo evidente una scrittura "io me la tiro", sin dall'inizio. Sensazioni da massimo un paragrafo allungate per due pagine, pezzi letti e visti più volte in film, varietà e ovunque (la madre esaurita al colloquio genitori per esempio). Tuttavia il nocciolo della questione è molto interessante, ovvero se la distanza fra generazioni sia solo tale oppure rappresenta l'inizio di un nuovo genere umano.  Insomma, se siamo di fronte all'ennesimo, banale scontato conflitto generazionale o stavolta ci troviamo di fronte semplicemente ad un vero e proprio gap, nel senso che sia in atto una evoluzione o involuzione totale, visto che i nuovi figli non hanno proprio nulla in comune con i loro padri, come se avessero iniziato altre ignote strade che comportano un irrimediabile baratro con i genitori. Argomento tutt'altro che frivolo, considerando le svolte epocali in termini di fruzione del tempo, percezione della realtà e capacità di relazionarsi indotte e alla fine comandate da cellulari, internet in generale e social network in particolare.

...continua a leggere su libritudini.blogspot.it

 

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