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Home I Libri per Te Vergogna di John Maxwell Coetzee - Recensione di Paolo Pappatà

 

"Vergogna" di John Maxwell Coetzee

 

Un libro aspro, crudo nella sua non indulgenza, che spiega e narra di come il bene ed il male sono comunque ovunque, a prescindere da razza oppure religione o ceto sociale e l'essere umano è capace di entrambi nella misura più ampia e travolgente possibile.

 

David Lurie. Professore universitario in balia di profondi sconvolgimenti e rivolgimenti.
Un'accusa infame da parte di un allieva infida.
Un mondo che non riconosce più, quello del Sudafrica, ancora pervaso e invaso dalle tenebre del razzismo.
E poi sua figlia, lucidamente ribelle, omosessuale, alla ricerca di isolamento, dignità, fierezza.
E poi la cieca e sorda violenza dgeli uomini.
Alla fine forse vale la pena di amare solo gli animali.
Forse.
Questo ed altro racconta Vergogna di John Maxwell Coetzee, Nobel nel 2003.

Il professor Lurie non può sopportare di essere giudicato. Soprattutto dai sui colleghi professori universitari, tanto bravi a impartire lezioni di etica e morale ma in realtà saprofiti, arrivisti, libidinosi come e peggio di lui. Va bene ha avuto una relazione con l'allieva, Melanie Isaacs. Non ha potuto nulla. Per quanto ancora imberbe e fatua dalla testa ai piedi, esercitava un'attrazione su di lui quantomeno fatale. Non si doveva fare ed allora nessun dubbio, è colpevole. Ma non l'ha mai molestata, affatto, perlomeno non nel senso che la viscida, prevenuta e magniloquente commissione d'inchiesta intende.
Si lascia licenziare, ma più per dispetto che per diritto. Al diavolo il mondo universitario, quella falsità strisciante che lo pervade in ogni sua fibra e che viene abilmente nascosta.

Persa la bussola, cerca di orientarsi verso una nuova vita accampandosi presso la alternativa figlia Lucy, una composita mistura fra omosessualità non troppo latente, bucolicismo d'annata con la sua vita appartata e nature nella sua piccola tenuta, l'amore viscerale per i cani, alimentato anche dalla sua collaborazione gratuita presso la clinica clinica veterinaria a base volontaristica gestita dai coniugi Shaw, i quali curano li animali fino alle estreme conseguenze. Il loro amore infatti li induce ad applicare l'eutanasia nei casi in cui questa pratica sia acclarata e necessaria. Non si può far soffrire chi si ama per mero egoismo, a loro parere.

...continua a leggere su libritudini.blogspot.it

 

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