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Home I Libri per Te Nessuno scrive al colonnello di Gabriel García Márquez - Recensione di Paolo Pappatà

 

"Nessuno scrive al colonnello" di Gabriel García Márquez

 

Un remoto gioiello di uno scrittore credo capace e per certi versi immortale. Ideale per un viaggetto in treno. E se non prendete il treno, prendete l'areo della fantasia, vi piacerà anche di più.

 

Siamo nell'anno del mai e del sempre possibile, in nessun luogo ed in ogni posto, il colonnello aspetta la sua lettera per la pensione, mentre si toglie dal piatto le briciole per allevare il suo valoroso tesoro, unico inestimabile tesoro: il suo gallo da battaglia vivo e vegeto, come quello che si affaccia tra i versi della canzone "Pablo" di Francesco de Gregori.
E il racconto vi porta assieme a lui, nel cuore della sua limpida e cieca determinazione, nel suo quotidiano pellegrinaggio all'ufficio postale, nella sua intensa fiducia per il suo combattente a due zampe.

Fatelo però, per amore o per rabbia, ma fatelo.
Non mandate però cartoline. A Macondo, dove il colonnello vive, si pensa che il mondo sia solo e solamente spiritualità e destino, un mondo talmente magico da essere tristemente reale, ciclico, lento, inarrestabile e continuo, non ci credrebbero mai che fuori, qua fuori, siamo messi così, fermi, vuoti, come in una cartolina ingiallita dal tempo, intestarditi su concupiscenze materiali ed evanescenti, dediti al ripetitivo, incapaci di digerire ancora la forza di scegliere, la voglia di avere, sentire, cambiare.

...continua a leggere su libritudini.blogspot.it

 

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