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Home I Libri per Te Vita sentimentale di un camionista di A. iménez-Bartlett - Recensione di Paolo Pappatà

 

"Vita sentimentale di un camionista" di Alicia Giménez-Bartlett

 

Una vivisezione con conseguente fustigazione del gallismo bieco e retrogrado, senza alcuna accusa lampante o bieco sensazionalismo, con la mera ed impietosa descrizione dei fatti. Perchè questo è un viaggio al termine della notte e non ci sarà alba per Rafael, anzi, non potrà tornare indietro dal tunnel che ciecamente ha imboccato.

 

Quasi un de (non) bello gallico. Un'anatomia chirurgica, notturna e non faziosa, almeno apparentemente, del fenomeno e fenomenale gallismo, atteggiamento così diffuso, quasi atavico e molecolare nel maschio, come il raffredore invernale o il sudore nell'afa estiva. Specie nel macho latino poi è diventato ormai un atteggiamento- icona, un topos. E la Jimenez Bartlett ci racconta le impavide (dis-)avventure di Rafael, in una Spagna notturna e tutt'altra che romantica.
Strade buie e vuote.
E uno scetticismo sentimentale che corrode il cuore.

Viaggio al termine della notte
La figura del gallo, legata indissolutibilmente alla figura maschia e promiscua è altresì coniugata all'alba. Ma c'è poca luce in questa storia, fatta di molto chiaroscuri, c'è poca mattina, poco sole, anzi, sembra quasi che ci si avvii alla notte, al tramonto, a quello che insomma il buio interiore ed esteriore comporta. Per avere la luce a volte pare basti spingere il tasto di un interruttore, ma qui pare non esserci proprio corrente elettrica, all'interessato debbono aver tagliato i fili causa morosità morale, inadempienza nel mutuo contratto con altri esseri reiterata sconsideratamente.
Rafael dunque.
Ancora non aggredito dal peso dell'età o almeno non del tutto. Taciturno, lavoratore, riservato. Bel fisico e quell'aria tenebrosa che gli fa mietere cuori, anzi, appetiti sessuali, nel suo continuo viaggio. Perché di mestiere fa il camionista ed ogni volta che arriva a casa non fa che prepararsi a partire di nuovo, perchè deve mantenere una famiglia, due figlie, una moglie, una bella casa che è costata tanto, molto. Un uomo dunque impagabile? Tutt'altro, uno che di solito paga. Nel senso che il suo amore per il lavoro è corredato da continue escursioni in bordelli, pagare per far sesso, oppure dalla giovane, sentimentale amante o inciampando in qualche avventura di passaggio, capita, specie se non le cerchi mentre sai che ti cercano proprio per.
Le ferree certezze di Rafael certo sono inossidabili, non si possono arruginire.

Mercedes, la moglie che sa, fa finta di non, ma cova, cova e si sa , niente di peggio che un fuoco che cova sotto la cenere. Adela, l'illusa, la giovane spasimante, colei che sogna una storia normale, d'amore e poesia, ma ha scelto l'uomo sbagliato, completamente sbagliato, Rafael arriva, consuma con una certa fretta e se ne va, certo, un giorno tornerà per compiere gli stessi identici e rituali atti. Tona, la mantide, l'ape regina, colei che sceglie e non è scelta, sicura di sè, colei che possiede e non è posseduta, che gira e rigira e si trastulla, non vuole legami, tantomeno con quel camionista geloso e talvolta violento, quando le sue voglia di imperatore imperituro non vengono ascoltate. "le donne erano tutti uguali.Non sapevano apprezzare quello che avevano, deformavano la realtà". No Rafael, non è così, te lo dimostrano loro e te lo dimostreranno.

...continua a leggere su libritudini.blogspot.it

 

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