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Home I Libri per Te Mattatoio n. 5 di Kurt Vonnegut - Recensione di Paolo Pappatà

 

"Mattatoio n. 5" di Kurt Vonnegut

 

Grandioso romanzo, non facile nel senso non lineare, ma che ti prende allo stomaco, al cervello e se volete al cuore. Non è bello essere bombardati. Se poi vieni rapito dagli alieni, tutto diventa più facile...

 

Certo fantascienza. Eppure questo è successo per davvero. L'avete mai vissuto un bombardamento a Dresda come tanti decenni fa, nella seconda guerra mondiale?. Vonnegut ci prova raccontarlo. In maniera schizofrenica, paranoide se volete, ma insomma, se avete rischiato di essere sepolti o bruciati, come si racconta?
Grandioso romanzo, non facile nel senso non lineare, ma che ti prende allo stomaco, al cervello e se volete al cuore. Non è bello essere bombardati. Se poi vieni rapito dagli alieni, tutto diventa più facile. O più difficile. Perché non ti crederanno mai che siamo così stupidi. Billy Pilgrim sarà con noi. Non dirà niente di che. Solo le sue avventure.

Fatti fummo per viver come bruti
“Furono aperte, qua e là, centinaia di miniere di cadaveri. In principio non puzzavano, erano musei delle cere. Ma poi i corpi cominciarono a corrompersi e liquefarsi, e c'era un odore di iprite e di rose. Così va la vita.“
Quando ti piace un libro in linea di massima la gente ti chiede di cosa parli, di quale storia si tratti. Se devi spiegare un romanzo che è un anti-romanzo che più romanzo non si può, dove la narrazione è un continuo oscillare a voltre fedifrago, a volte semplicemente vertiginoso, dove non si sa mai da dove si parte e dove si arrivi ebbene, hai come paura di raccontare un flop. Eppure questa opere di Kurt Vonnegut, narratore di genere fantascientifico, non solo appassiona, ma rende coscienti di quanto sia malefico, maledetto l'uomo. Perchè non è un romanzo contro la guerra,così come è stato dipinto per decenni, essendo uscito in pieno boom del movimento pacifista hippie, ma contro chi la guerra la inizia e non la finisce mai, cioé l'essere umano.

Billy Pilgrim, il protagonista, è un disadattato, un diverso, un viaggiatore nel tempo suo malgrado, anche se alla fine non si capisce se possa veramente varcare a suo piacimento i confini temporali oppure semplicemente ce lo racconta perché dotato di una fantasia fervida. Ingenuo quanto basta, ubbidiente fino a disubbidire per eccesso di zelo e mancanza di tonica pragmaticità, di sensata perfidia, di un briciolo di prevenzione . Ma il suo dramma è che i suoi corto circuiti lo sbattono di frequente in un panorama poco suadente, ovvero la città di Dresda, Germania, tra il 13 e il 15 febbraio 1945. Ovvero una giornata tragica, fatta di sangue e morte come non mai. Fu una delle pagine più efferate e tristi della seconda guerra mondiale, posto ovviamente che ogni secondo di guerra non vale la pena di essere vissuto o tantomeno celebrato. Ma forse neanche le atomiche di Hiroshima e Nagasaki impressionarono ugualmente ed in maniera duratura come quei due giorni di bombardamento a tappeto. Per farsi un’idea, basta leggere le notizie su Wikipedia. Nel centro di Dresda, 24.866 abitazioni furono distrutte, lasciandone in piedi neanche duemila, un'area di ben 15 chilometri quadrati fu rasa al suolo. Il bombardamento delle forze anglo-americane contro i nazisti, intenso e continuato, provocò temperature che raggiunsero i 1500 gradi centigradi, ustionando e bruciando qualsiasi cosa animata o inanimata.

...continua a leggere su libritudini.blogspot.it

 

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