Segnala su Facebook
Condividi su Facebook
Segnala su Twitter

Google Più Uno
Home I Libri per Te Stoner di John Williams - Recensione di Paolo Pappatà

 

"Stoner" di John Williams

 

"Stoner" di John Williams è uno di quei libri che misteriosamente dimenticati all'uscita ma che hanno avuto una meritata e stupefacente gloria decenni dopo.

 

Sono grigi gli sguardi, gli occhi, i sorrisi, le parole. Diventa grigia l'aria, il colore dei mobili, si ingrigiscono i pensieri, le paure ed altri sentimenti vari ed eventuali. Non c'è spazio, per altri colori, pare. Lui lo sa, combatte, vince, perde, insomma, diciamocelo, VIVE. Tutto nell'ambito variegato, multiforme e al di là del velo squarciato, sorprendente che oscura la sua vita e quella degli altri. Perché tutti alla fine, siamo stati un po' Stoner, oppure stonati, tutti a lungo, per un attimo o magari tutta l'esistenza. E solo seguendo passo passo le sue vicende capiamo che sì certe volte ne è valsa la pena, altre no.

Cinquanta (e più) sfumature di grigio

"Stoner" di John Williams è uno di quei libri che misteriosamente dimenticati all'uscita ma che hanno avuto una meritata e stupefacente gloria decenni dopo. A dimostrazione che le scritture di qualità non hanno una scadenza temporale come i prodotti preconfezionati.
Una moglie psicopatica, se non peggio, monomaniacale, frigida, debole, mai violentata eppure sempre in preda alla sue violenze. Sostanzialmente non soddisfatta, di quelle che che gridano, si arrampicano sugli specchi, nascondono. Colleghi sanguisughe, vendicativi, ambiziosi a tutti i costi. Un mondo come tanti altri, come tutti gli altri mondi, ovvero duro ostile, cinico, crudele. E sogni, tanti piccoli grandi sogni che si sgretolano al minimo contatto con il reale. Non si può vincere, davvero. Al massimo pareggiare.

Stoner è nato dalla campagna, intesa in senso buono, genitori dediti al semplice, ineluttabile ciclo delle stagioni e dei raccolti. Nati per sopravvivere insomma. Li ha traditi, se vogliamo, quei due soldi dati per l'università non lo porteranno ad essere un tecnico dell'agricoltura, ma un mesto, ministro della Letteratura, quella cosa cui tutti aspirano, cui tutti hanno sentore ma che non produce né crediti né debiti, soprattutto è avara di stipendi. Tutto questo mentre gli Usa vanno in guerra, laggiù in Europa hanno deciso di scannarsi in nome di chissà cosa, ba bisogna combattere in nome della giusta e vincente democrazia. Che poi tutto non sarà così. Va bene, lui lo sa. O arriverà a saperlo. Gli uomini normali (anche le donne) ci arrivano dopo, molto dopo.

...continua a leggere su libritudini.blogspot.it

 

[ I Libri per Te ]

Ricerca personalizzata
 

Accedendo all'area
riservata è possibile
inserire un evento
in calendario.
Accedi

Chi è online
 80 visitatori online