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I Libri per Te - recensioni a cura di Paolo Pappatà

"I libri sanno parlare, qualcuno li racconta. Leggere allunga la vita"
Paolo Pappatà è del 1970. Si impiega e non prega. Per ora oltre a scrivere, legge.

libritudini.blogspot.it

www.ilfurtodellaluna.it



 

"On writing" di Stephen King

 

Una auto confessione, uscita in Usa nel 2000, ma non solo. Una spicciola ma effervescente narrazione sulla messa in opera di un romanzo quella attuata da King in questo breve e tagliente saggio-autobiografia.

 

Scrivere. Questa dannata passione. Che non è fatta solo di talento, ma anche di perizia di stampo artigianale, dannato lavoro.
E ce ne parla un autore del calibro di King, riconosciuto ed acclamato maestro dell'horror e del thriller, capace di vendere milioni di copie dei suoi libri. Con stile rapido ed incisivo, mettendosi a nudo senza remore. Un'operazione eccellente e di sicuro interesse per tutti gli appassionati di lettura e scrittura, anche coloro i quali non amano l'autore.

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"La strada" di Cormac McCarthy

 

La strada, una metafora certo, cruda e annaspante, ma viva, vera, emozionante. Ci sono loro due sulla via e sono tenuti assieme da una catena che non si spezza, l'amore reciproco tra chi ha dato la vita e chi la vita l'ha ricevuta.

 

Duro.Polveroso.Struggente.

Padre. Figlio. Con un mondo attorno incenerito, con sembianze fantasmagoriche di esseri ormai solo anagraficamente definibili come simili, ché sono di solito, come usanza primaria, cannibali o derelitti. Un solo desiderio arde brucia e conduce: arrivare all'oceano, perché il mare, quando la terra diventa insopportabile, può essere un desiderio se non una soluzione. Lui guarda verso il piccolo. Il piccolo tende una mano al grande. Una vita, due vite, un legame che non è un nodo scorsoio ma un modo di dire io sono qui e. Il grande con un passato insopportabile da sopportare e che non vuol passare, il figlio con giuste ma irrimediabilmente confuse aspettative per un domani che stenta a sorgere o a farsi perlomeno sognare. Una strada.

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"Vita sentimentale di un camionista" di Alicia Giménez-Bartlett

 

Una vivisezione con conseguente fustigazione del gallismo bieco e retrogrado, senza alcuna accusa lampante o bieco sensazionalismo, con la mera ed impietosa descrizione dei fatti. Perchè questo è un viaggio al termine della notte e non ci sarà alba per Rafael, anzi, non potrà tornare indietro dal tunnel che ciecamente ha imboccato.

 

Quasi un de (non) bello gallico. Un'anatomia chirurgica, notturna e non faziosa, almeno apparentemente, del fenomeno e fenomenale gallismo, atteggiamento così diffuso, quasi atavico e molecolare nel maschio, come il raffredore invernale o il sudore nell'afa estiva. Specie nel macho latino poi è diventato ormai un atteggiamento- icona, un topos. E la Jimenez Bartlett ci racconta le impavide (dis-)avventure di Rafael, in una Spagna notturna e tutt'altra che romantica.
Strade buie e vuote.
E uno scetticismo sentimentale che corrode il cuore.

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"La notte della cometa" di Sebastiano Vassalli

 

"La notte di una cometa" è una coraggiosa (per quel che conta), biografia romanzata di un "diverso", stavolta inteso non inteso in senso sessuale o razzistico, ma semplicemente un fantasioso, un pellegrino per i meandri del pensiero, un semplice fabbricante di parole che si trova il mondo contro e alla fine cede.

 

I poeti si sa son terreno minato, compi un passo leggiadro sulle loro parole e magari esplodi, sono una vera galassia che nasconde buchi neri che ti succhiano via e ti centrifugano in altri universi. "Notte" dunque, intesa come buio riempito di piccole stelle e "cometa", inteso come quello che passa, rimani ammirato ma poi.
Sebastiano Vassalli è fine narratore, innamorato della verità storiche, quando non lavora di fantasia. Obiettivamente Dino Campana potrebbe essere lontano anni luce.
Ma questi sono i miracoli che la poesia compie.
Mettere in contatto mondi e parole e significati.
E alla fine ti viene voglia di concordare con Campana: "E ancora per teneri cieli lontane chiare ombre correnti/E ancora ti chiamo ti chiamo Chimera". Ti chiamo anche io, o Chimera, basta che il cellulare non sia spento o irraggiungibile.

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