Segnala su Facebook
Condividi su Facebook
Segnala su Twitter

Google Più Uno
Home I Consigli del Vetrinista Visual Merchandising
Visual Merchandising | Stampa |  E-mail

 

Una volta creata una vetrina che attiri l’attenzione e che invogli il cliente ad entrare, dobbiamo far si che anche l’interno del nostro negozio continui a mantener viva la curiosità e la voglia di guardare.

 

Spero troverete utile questo articolo riportante alcuni consigli inerenti l’interno del Vostro punto vendita. Cercherò di spiegare in termini semplici ed efficaci una serie di concetti fondamentali per una gestione moderna e funzionale della Vostra attività dal punto di vista del Visual Merchandising.

Ormai tutti conosciamo la professione del vetrinista, ma molti ancora non sanno chi sia il visual merchandiser (visual merchandiser è il professionista, visual merchandising l’attività).

Il visual merchandiser è l’evoluzione della professione del vetrinista (spesso un vetrinista è anche visual merchandiser) ed opera non solo sullo spazio in vetrina ma anche sull’interno del negozio. Egli deve avere conoscenze in vari settori: illuminotecnica, marketing, psicologia,… e nelle grandi catene collabora con molteplici uffici (stile, marketing, comunicazione…).

DEVA-ARTL’obiettivo del visual merchandiser è quello di trasformare il negozio in una macchina per vendere e a tal fine studia e organizza ogni spazio al fine di far posare l’attenzione del cliente su determinati oggetti, il tutto unendo estetica e funzionalità.

Il lavoro dei visual è ben visibile nei negozi d’abbigliamento “self-service”, dove tutto è esposto con logica, gusto, ordine, dove vengono proposti, con manichini e posters, dei look completi che tendono a fornire suggerimenti per acquisti complementari, dove la nostra visita non è mai noiosa, ma animata da zone che risvegliano sempre il nostro interesse.

Una volta creata una vetrina che attiri l’attenzione e che invogli il cliente ad entrare, dobbiamo far si che anche l’interno del nostro negozio continui a mantener viva la curiosità e la voglia di guardare, in particolare se trattiamo punti vendita dove la vendita non è assistita o dove comunque le persone entrano senza la necessità particolare di acquistare.

Il visual suddivide i prodotti in vendita in gruppi (chiamati famiglie), per esempio divide l’esposizione di un negozio d’abbigliamento in uomo, donna e bambino e continua questa suddivisione finché necessario (donna casual, donna sport, donna classico,…) oppure decide di dividere per marca, colore,… in base alle collezioni presenti e agli obiettivi da raggiungere, rendendo il punto vendita facilmente leggibile dal cliente e allo stesso tempo attirando la sua attenzione su determinati prodotti. In questo modo il cliente che entra nel nostro negozio e visualizza subito la zona di suo interesse (esempio donna casual), vi si reca e grazie ad un buon lavoro di visual merchandising troverà sul suo percorso prodotti che potrebbero interessargli anche se non aveva la necessità di acquistare (esempio tra zona donna casual e cassa porre uno stand di borse, cappelli e altri accessori casual).

Un visual m. utilizza le sue conoscenze per creare anche un percorso interno al punto vendita che il cliente involontariamente seguirà (avete notato che in alcuni supermercati il flusso della clientela fa quasi tutto lo stesso giro benché non ci siano obblighi, frecce o altro?).

Uno degli obiettivi del visual m. è quello di rendere l’esperienza nel punto vendita piacevole, stimolando positivamente il cliente su tutti i cinque sensi (argomento trattato nell’articolo “Shopping Experience”).

 

Autore: DEVA ART - Vetrinista, Visual Merchandiser e Make-Up Artist

 

[ scheda autore ]

Ricerca personalizzata

 

 

Accedendo all'area
riservata è possibile
inserire un evento
in calendario.
Accedi

Chi è online
 57 visitatori online