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Home I Consigli del Vetrinista "Faidate"? No, grazie!
"Faidate"? No, grazie! | Stampa |  E-mail

 

Dopo la frequentazione di un corso di vetrinistica e visual merchandising posso dire di aver imparato molte cose, cose che magari un potenziale commesso o gestore di un punto vendita non pensa e non considera, non per ignoranza, ma solo perché non riesce a pensare cosa cerca e cosa colpisce il consumatore.

I negozi sono divisi in 2 tipologie differenti:

- il negozio che vende la merce perchè il cliente è attratto dalla vetrina oppure dall’interno del punto vendita (di solito questo è il caso dei negozi più economici che definisco self service quindi negozi nei quali il cliente può entrare provare la merce e sceglierla da solo per l’acquisto)

- il negozio che vende la propria merce indipendentemente dalla presentazione dell’oggetto (si parla di grandi marchi) quindi la potenziale clientela sa già ciò che deve acquistare e di solito la tipologia di acquirenti è più ristretta (negozi più costosi nella quale la vendita è assistita).

Ci sono molti elementi da considerare per poter vendere un articolo: la forma il colore, il carattere del prodotto stesso (e queste sono 3 componenti che ogni oggetto ha).

Non è semplice accomodare un oggetto con forma spigolosa in vetrina, bisogna appostarlo in un corretto supporto e considerale il colore dello stesso per poterlo far risaltare in mezzo a tanti altri.

Purtroppo, in Italia, molti negozi realizzano vetrine “fai da te” quindi il gestore del punto vendita o commesso mette in vetrina la propria merce secondo la propria ottica di corretta esposizione, accostandoci a sua volta articoli che possono in qualche modo avere un armonia con gli altri secondo i propri gusti.

In realtà in questo modo non si riesce a realizzare una vetrina corretta, infatti, basti pensare quanti negozi troviamo lungo le strade allestiti allo stesso modo, ma ciò che attira il cliente non è la classica vetrina che si trova nella maggior parte dei negozi ma la vetrina differente dalle altre quella che le persone si soffermano a guardare perchè stupisce, perchè è diversa.

Ci sono 2 differenti tipologie di acquisto di un prodotto: l’acquisto ponderato (necessario in sostituzione di qualcosa che non è più utilizzabile es. un elettrodomestico non più funzionante) e quello d’impulso (un acquisto di piacere ma non strettamente necessario al consumatore).

Nel 2002 in Italia la percentuale di acquisti ponderati era pari al 77% e quella degli acquisti d’impulso era pari ad un 23%, lo scorso anno la percentuale di acquisti ponderati era pari al 29% contro gli acquisti d’impulso che hanno totalizzato il 71%, questo per far capire quanto è importante la vetrina di un negozio per attirare all’interno del punto vendita un potenziale consumatore che non ha necessariamente bisogno di acquistare un prodotto ma lo vede in vetrina e se presentato bene, quella persona diventa un potenziale cliente del punto vendita.

La vetrina costituisce il biglietto da visita di un negozio e questa presentazione di un punto vendita può essere correttamente realizzata da una persona competente in grado di capire cosa cerca e cosa vuole la gente sia in termini di merce potenzialmente acquistabile che in termini di apparenza semplicemente visiva nonché in termini di psicologia del potenziale acquirente.

Si sa che in questi anni molti negozi sopravvivono a malapena e quindi un venditore o gestore di un punto vendita cerca risparmiando di utilizzare il sistema “fai da te” che ho citato appena sopra ma in realtà l’avere un vetrinista non è uno spreco, ma è un investimento per il punto vendita.

Per realizzare una vetrina, qualora non ci fosse un budget elevato non serve spendere migliaia di euro, è competenza di un vetrinista anche quella di cercare, con lo sfruttamento di materiali poco costosi, di raggiungere un ottimo risultato.

 

Autore: Martina Cescon - Vetrinista diplomata A.N.V.I.

 

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