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10 Regole | Stampa |  E-mail

 

La vetrina è un’esposizione in grado di vendere la merce, di catturare lo sguardo del passante e suscitare in lui il desiderio di possedere un determinato articolo.

 

Quella del vetrinista è certamente una professione ancora poco conosciuta e tutt’altro che ben definita. Questa sorta di “ignoranza” collettiva danneggia notevolmente coloro i quali si avvicinano a questo mestiere per la prima volta e non ricevono sufficienti informazioni, accontentandosi di risposte poco chiare e il più delle volte fuorvianti. Vediamo di seguito alcune semplici ma fondamentali regole per allestire uno spazio espositivo al meglio ed evitando di commettere errori, non prima però di aver risposto alla domanda più importante: chi è il vetrinista?

Il vetrinista è colui (o colei) che si occupa dell’allestimento degli spazi espositivi di un punto vendita. Il compito di questo/a  professionista è innanzitutto creare un’esposizione in grado di vendere la merce, di catturare lo sguardo del passante e suscitare in lui il desiderio di possedere un determinato articolo. Questo è certamente il fine che ogni vetrinista deve ambire a raggiungere, poiché se l’esposizione da lui/lei creata funziona sarà certamente ricontattato/a  dal titolare del punto vendita per proseguire il rapporto di lavoro.

Ora passiamo alle regole di cui parlavo prima:

1)      Un vetrinista dovrebbe saper allestire qualsiasi tipo di spazio espositivo,  che si tratti di abbigliamento o  di oggettistica, perfino i generi alimentari in particolari punti vendita richiedono la mano di un professionista dell’immagine per essere valorizzati al meglio.

2)      Lavorare sempre col medesimo impegno, sia in un piccolo punto vendita di periferia, sia in una prestigiosa boutique di un centro storico. E’ bene ricordare che la miglior pubblicità per chi svolge questo mestiere è il passaparola, perciò mai lavorare di serie B.

3)      Avere una conoscenza ottimale sull’uso dei colori in vetrina, questo eviterà una serie di spiacevoli conseguenze che possono verificarsi a causa di un erroneo accostamento di tinte. A questo proposito vi rimando ai numerosi libri di testo riguardanti la comunicazione visiva che potrete visionare anche on-line

4)      Definire il centro dello spazio espositivo che si trova sempre all’altezza degli occhi. E’ infatti il punto che sarà osservato maggiormente, e quello da cui tutto l’allestimento dipenderà. Consiglio perciò di capire, prima di tutto, che cosa si andrà ad esporre nel punto focale, e poi pian piano procedere col resto dell’esposizione.

5)      Le decorazioni dovrebbero occupare appena un terzo dello spazio espositivo, ciò che conta è che il vostro pubblico possa avere una buona visuale della merce.

6)      Gli oggetti esposti in vetrina devono conservare il loro significato originale, e qui parliamo soprattutto di merce morbida, che può essere manipolata. Un jeans può essere piegato in molti modi, ma deve rimanere quello che è, un pantalone. Attorcigliarlo milioni di volte facendolo diventare un oggetto misterioso di certo non aiuterà a venderlo, e inoltre meno si stropiccia la merce, meglio è.

7)      Se un pantalone o una maglia hanno un ricamo o un disegno particolare bisogna farlo vedere. Può apparire banale come affermazione, tuttavia capita piuttosto spesso di commettere l’errore di esporre la merce in modo da nascondere involontariamente le sue qualità.

8)      Nell’esposizione di merce morbida (maglieria, camiceria, jeanseria) è opportuno utilizzare meno spille possibile, poiché innanzitutto danneggiano la merce e poi non è bene che chi guarda veda un capo di vestiario infilzato come un salame da tutte le parti. Inoltre qualora possibile sarebbe buona abitudine nasconderle.

9)      Non disperdere la merce in vetrina. E’ buona norma creare dei gruppi, perché il gruppo è d’impatto e rafforza l’immagine di ciascun prodotto esposto.

10)   Assicurarsi, una volta terminato il lavoro, di lasciare la vetrina pulita e senza spille sparse in giro.

Osservando queste semplici regole e approfondendo lo studio delle varie tecniche espositive, non rischierete di commettere gravi errori in vetrina. E in ogni caso è bene sì curare le vostre conoscenze teoriche in merito ma non dimentichiamoci che stiamo parlando di un mestiere manuale, perciò è fondamentale fare tanta, tantissima pratica! Buon Lavoro a tutti!

 

Autore: Francesca Rossi - Vetrinista e Visual Merchandiser

 

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