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Acari - poesia di Fabio Carapezza

 

Acari

di Fabio Carapezza

 

Il giorno sgocciola come un cristo insanguinato

Il tempo mai passa fino a quando non è finito

Cerino spettinato divorato dalle ore

questo cristo di giorno così inutile e eterno

Mangio un tuorlo divorando i miei respiri

davvero sono vivo?

Succhiamo tutti alla mammella della vita

come acari di materasso putridamente raglianti

Non c’è un confine fra il porcile e il cielo

fra la luna che mi spia

e i lumini di una bara

 

La sepoltura del crepuscolo si distende nella sera

così vigliacca nell’appassire questo giorno come un cristo

Eppure siamo tutti cristi della storia

noi la bara il lume i ragni e le foglie

Tutto quello che vive sanguina e palpita

 

La rabbia è il rassegnato rimpianto dei vivi

 

 

da "L'essere e l'Essere" performance di poesia e musica.

 

Fabio Carapezza

www.fabiocarapezza.it

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