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La Stanza Degli Specchi - poesia di Cristiano Sias

 

La Stanza Degli Specchi

di Cristiano Sias

 

Non ti dimenticar ciò che ora dico
nella lontana stanza degli specchi
solo io ci sarò, mio caro amico
a raccogliere tutti i rami secchi

perché se t’innamorerai, lo sento
in equilibrio sull’incerto dito
senza soffitto, senza pavimento
quell’amore sarà il tuo infinito

e ti farai devozione e arroganza
prigioniero, sarai mai solo sesso
ma sarà la sua anima la stanza
dove saprai confondere te stesso

dei foschi mostri meno forte, sì
se pure lei ha già sofferto troppo
in quel sorriso crederai così
di non vivere più come uno zoppo

ne adorerai l’allegra esuberanza
di certo la passione ed il valore,
mentre d’amore la pazienza danza
sulla tenacia, sua dote migliore

ti verrà rinfacciato sulle rocce
che con te n’ha avuta tanta davvero
e tu, raccoglierai le ultime gocce
per dare al muro un colore sincero

d’ogni dolore ti farai carezza
dolce il passato tornerà da te
diventerà quell’impazienza brezza
sul cero consumato di altri se

davanti a quella vecchia foto muta
solo, vivrai per capire e aiutarla
sarai a ogni promessa non tenuta
topo di pezza cui nessuno parla

e sempre crederai, e crederei
quando dirà che non capisci niente
coprirai dei tuoi baci e i miei
la seconda parete riflettente

ancora crederai, e crederei
quando ci colpirà mentre t’inciampi
schernito, pér la sfiducia in lei
abbagliato al fulgore dei suoi lampi

ma neanche allora potrai sospettare
dipingendo confuso il terzo muro
della paura verso il cielo e il mare
fra le sue lacrime e il tuo viso duro

le prenderai la mano, raccontando
dei vostri errori, finalmente chiari
ma nel suo cuore, già stai ricercando
nei sogni persi, i tuoi sogni amari

dubiterai però sul dire e il fare
affaticato per le lunghe lotte
ti chiederai se una fine, o un altare
tu troverai, correndo in quelle grotte

crollando mentre cerchi di studiarti
analizzando i profondi pensieri
in quella presunzione di rialzarti
domani costruirai con i suoi ieri

e morirai, davanti al tuo ideale
dannato, per averlo rispettato
additato da tutti, sarai ‘l male
bollato di doppiezza del passato

di ignominia coperta la prigione
il quarto lato non riflette più
perse nel fumo della confusione
le parole che ascolti solo tu

e quindi, disperato, pulirai
il quadrilatero del tuo amore
ritrovandoti, più solo che mai
in una stanza senza alcun colore

come ruscello asciutto senza l’argine
un nudo corruttore da corrompere
su specchi impolverati, nel tuo margine
sei ora un'altra immagine, da rompere.

(ricorda amico mio
quel giorno solo io
ti resterò vicino)

Cristiano Sias

www.cristianosias.it

www.nuovapoesia.com

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